
Per cui affrontare il tema e la complessità della postmodernità, significa capire che questo è il nostro tempo, il solo e l’unico che ci è dato di vivere. Oppure parlare di gas e petrolio, di clima e armi chimiche, significa «recuperare il criterio elementare per una visione etica che è lo sguardo sulla vita concreta e sul bene comune, antico imperativo della più ancestrale biodiversità». E infine occuparsi in teologia di sessualità, non significa negarla o sublimarla nella sua rinuncia, ma ripensarla come energia creativa, data agli uomini e alle donne che vivono, perché Lui e lei possano riposare, e l’Universo possa avere un altro destino.
Un libro per scoprire e capire che «nella storia, la mistica nasce nelle società attraversate da movimenti di riforma creativa e di riscoperta di se stesse», non in quelle che si sono chiuse nel rito e nella tradizione. Forse per questo un libro che, a leggerlo, fa venire nostalgia della “sapienza”. (da Peacelink)